sabato 12 maggio 2012

Uno di noi...

Dopo lo shock di ieri, torno a ricordarmi dello shock di lunedì scorso. Ci ho pensato tantissimo, l'unica cosa che mi ha fatto distrarre è stato il furto.
Comunque, torno ai fatti.
Lunedì scorso, ero in coda alla cassa col mio carrello. Davanti a me, c'era la classica famiglia Rom numerosissima (qui è molto frequente). C'erano nonne, figli e un nipotino. In tutto erano sei o sette persone. Stranamente (visto le mie precedenti esperienze) erano solo rumorosi, ma non maleducati. Una rarità. Pensavo ai fatti miei, anche perchè dovevo rientrare in reparto per l'inventario, quando mi è caduto l'occhio sul giovane uomo che spingeva il carrello. Per la precisione sul suo braccio sinistro. Ho subito riconosciuto i segni, esattamente come i miei. Ma molto più numerosi, perchè io mi sono spostata più giù, meno in vista. Nonostante questo giovane uomo fosse poco pulito, l'istinto era di abbracciarlo o almeno toccarlo per dirgli che anche io "sapevo e condividevo". Però sono schizzinosa, lo si sa. Non l'ho fissato perchè so cosa significa essere guardati per quello, e a me dà fastidio. Così mi sono accorta solo che aveva le mutande rosse con il logo di Dolce e Gabbana che uscivano dai pantaloni. Quel colore rosso è stato ciò su cui mi sono concentrata finchè non ho pagato.
Era la prima volta che ne vedevo uno di quegli arti dal vivo, perchè solitamente li trovo solo in foto.
La Isabel mi ha chiesto se mi ha fatto un effetto positivo o negativo, non lo so. So solo che mi ha fatto un effetto STRANO. Proprio non me l'aspettavo.

2 commenti:

  1. Il dolore fa sempre uno strano effetto, che si veda o meno. Ti bbraccio forte

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  2. Pero' una cosa gliela dovevi proprio dire.......:''Le mutande di Dolce e Gabbana noooooooooooooooooooo...''!!!!!
    Un abbraccio.

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